Linda Morales

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Critical Comments

Curatorial Review Committee. AMSTERDAM WHITNEY GALLERY.
Ruthie Tucker Executive Director-Curator.

International Fine Art congratulates you on being accepted to our distinguished “Family of Artists.”  After carefully reviewing your artwork, Amsterdam Whitney Gallery’s Curatorial Review Committee has formally selected you to participate in our elite museum-caliber Representation Program.  Our noteworthy Curatorial Review Committee was most impressed by your superb oeuvre which resonates with an expressive visual narrative as you reveal the invisible within the visible. The spiritual artistic journey that you portray in your stellar oeuvre was quite impressive. The vibrant visual intensity of generated a profound sense of symbolism while reflecting an eternal universal message.  We salute you on your expressive AMSTERDAM WHITNEY"MY MEMORIES""ESCAPING FROM MY LIMITS" which reverberates with a dynamic textural sense and powerful visceral shapes.  We were enthralled by the emotive quality of  which conveys your fine talent and an exciting visual metaphor.   radiates your unique artistic vision of capturing the impalpable as you seize the essence of the emotional and physical experience."THRESHOLD" "SYMPHONY OF MY FEELINGS"  Our Committee salutes you on your oeuvre with its important visual narrative and its emotional link to the human and artistic experience.  We were so pleased with your marvelous art and the positive energy of your stellar compositions.  We would be delighted to showcase your art in an exciting 2013 Exhibition.

 

Carlos Maldonado-Bourgoin
Asociación Internacional de Críticos de Arte
AICA Capítulo Venezuela

ÁMBITOS INFINITOS
La pintura de Linda Morales tiene una multiplicidad de relaciones y lecturas, llamarla paisaje sería someterla a una reducción cómoda y simplista. Este término lleva implícito la presencia de un sujeto observador y de un objeto observado, que desprenden a su vez cualidades visuales y espaciales tanto en los aspectos naturales o físicos como en los aspectos culturales y humanos.
El mar ha sido desde siempre una de las más importantes presencias en la emoción y en el asombro de la artista. “El mar ha ejercido en mí un magnetismo indescifrable, es tan misterioso, siento por él fascinación y miedo;… allí entro en mis [colores] azules que siguen siendo hoy parte de mi”.
Durante este desarrollo, la artista fue descartando cualquier posible asociación o referencia al mundo objetivo. Linda Morales es clara al poner su en palabras actual trabajo al decirnos: “…son elementos que han desaparecido totalmente en mi obra, sólo el color, la luz y mis sentimientos forman parte de ella, eso me permite ir más allá…”
En su más reciente propuesta remite Morales a un raudo y variado mundo de sentidos poco comunes, sensaciones, sentimientos y sugerencias, mundo al que sólo es posible acceder y comprender rompiendo ataduras y desviando puntos de vista convencionales. Estas pinturas sumergen en las bases poéticas de la psiquis humana y en la humedad del alma. Pueden ser viajes y visiones psicológicas oceánicas, pinturas libres, texturas y collages sensuales, vientres estéticos donde la artista encuentra su hábitat y su morada, a la vez, donde sufre, se descubre, goza y se realiza en el acto creativo.
La presente selección propone esta infinidad de ámbitos. Doce obras (12) en acrílico con un repertorio amplio de materiales como telas, aserrín, liencillo con colores, veladuras y texturas que tienen y contienen recónditas resonancias imagínales. Son series pictóricas en las que poco importan los títulos de las telas.
Hace tres años la artista realizó el múltiple Anaconda para la colectiva Mi País, Tu País, en la Galería D´Arte, Caracas. Esta obra con intencionalidad conservacionista es una clave en la producción de Linda Morales donde rompe convicciones fijas y donde fragmenta contenedores y es un referente donde asumió plenamente las bases poéticas de su hacer artístico. En esta rendija Linda Morales se abrió al mundo de la irracionalidad.
Como sugiere interpretaciones sobre la obra de Jamen Hillman el psicólogo “el alma tiene múltiples fuentes de significado, dirección y valor. La psique no es sólo múltiple, es una comunión de muchas personas, cada una con necesidades, miedos, deseos, estilos y lenguajes específicos”. (Notas de Thomas Moore, de "A Blue Fire" una antología de los escritos de James Hillman (trad. Enrique Eskenazi). Las bases poéticas del alma.)
La artista zuliana Linda Morales nos sumerge en la psique-arte con hechizo y maestría. Los ámbitos infinitos a que invoca su obra pueden mover al espectador a que “incursa como le nazca y quiera”. Estos mundos pueden ser nuestro espejo y a su vez un viaje interior con potestad facultativa terapéutica y festiva de epifanía.
Caracas, 5 de enero del 2010
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Di Ivonne Carbonaro

Abbiamo già avuto a Napoli occasione di apprezzare Linda Morales nell’ambito di collettive a cura de Il Ramo d’Oro, ma oggi l’artista ci sorprende con una fantasiosa personale presso l’Associazione culturale Koesis, che nasce con il doppio Patrocinio del Consolato del Venezuela e del Comune di Napoli per il Marzo Donna. Questa mostra offre la possibilità di coglierne più a fondo la fascinazione del  mare su cui è centrata la sua ispirazione e da cui si dipartono le sue modalità espressive.
Il mare, origine della vita e universo parallelo di sconosciute supposte entità acquoree nel quale tutto si immagina possa accadere, è indiscutibilmente il punto focale di questa pittura che allude a favolosi tesori custoditi nelle profondità oceaniche, a segreti anfratti che nascondono agguati. Nonostante i progressi della tecnica che ha proiettato l’essere umano nel cosmo, il mare resta infatti una sconosciuta meraviglia, uno scrigno di incognite. Vascelli sommersi con carichi d’oro, mostri marini acquattati nel fondo, tzunami di spaventosa forza distruttiva, praterie verdeggianti di posidonie, barriere coralline brulicanti di vita colorata, ondeggiante delicata bellezza di urticanti meduse e creature velenose: tutto ciò e molto di più è dato di intravedere nei lavori di Linda Morales.
Sono i misteri di un universo sommerso su cui da sempre l’immaginario dell’umanità ha fantasticato. Dai miti di nereidi e sirene, oceanine e tritoni, alla fantasia romantica di Andersen di un amore impossibile, alla partenopea leggenda di Cola Pesce, alle visionarie intuizioni di Verne nella fantascientifica esplorazione del Nautilus, ai racconti sul famigerato triangolo delle Bermude, fino alle attuali innumerevoli divagazioni di cinema, animazione e videogiochi, l’eterno protagonista è il mare. E la spinta propulsiva è sempre la stessa, indirizzata su una duplice direttiva: fascino e paura, attrazione e rischio, l’infinitamente bello e l’infinitamente pericoloso dell’ignoto che stimola la mente umana a penetrarne i misteri, a conoscere. Nati non fummo a viver come bruti ma per seguire virtude e conoscenza: è il meraviglioso illuminante destino dell’uomo ed è pure la sua condanna che induce Ulisse a perdersi e, come lui, innumerevoli navigatori ad essere inghiottiti dagli abissi oppure, come Colombo, a scoprire nuovi splendidi orizzonti.

           Nel rileggere il giudizio critico estremamente sintetico che avevo scritto per Linda qualche anno fa: <Silenzio di azzurri profondi intensamente lirici: profondità di oceani, cobalto di mari tropicali, verdosità trasparenti di acque limpide, tavolozza di meravigliosi blu, di smaglianti turchesi, di delicati celesti. Guizzi di oro e rapidi tocchi variopinti: segni di vita palpitante negli abissi. Il “mare”: generatore di vita, di energia, di bellezza assoluta>, mi rendo conto che esso riassumeva in poche righe il mondo fantastico e il senso poetico della creatività della nostra artista e lo riconfermo in pieno aggiungendo che la lettura dei quadri della Morales consente una totale immersione in quel mondo dei suoi sogni che è poi il mondo dei sogni dell’umanità.

            E si resta così, perduti di fronte a tanto tripudio di azzurro, a tanto infinito,       e 'l naufragar m'è dolce in questo mare... Sensazione inesprimibile che solo un grande poeta poteva esprimere! Linda propone, forse inconsapevolmente rispetto al Poeta, una sensazione analoga nel suo infinito di azzurro: iniziale apparente monocolore che va diluendosi e sfumando in tutte le gradazioni del turchino per tendere poi all’acquamarina e al verde e poi ancora scintillare in un’infinita varietà cromatica talvolta accennata talvolta caratterizzata da forti contrasti.

        Varietà cromatica su una concretezza materica ottenuta mediante l’uso di materiali differenti inglobati nello spessore che dà rilievo tangibile e movimento alle spire dell’anaconda, all’avvolgente onda di marea, alle spume che ribollono, immagini chiaramente leggibili pur nella sintesi dell’astrazione che trascende e sublima ogni urgenza figurativa nell’impronta dell’esperienza vissuta, dell’impressione provata. Certamente vi è impresso lo stupore che suscita la luminosissima, travolgente, tropicale bellezza del mar Caribe, ma anchel’ancestrale, pacata, mediterranea bellezza del mare nostrum che la pittrice ha avuto modo di conoscere.

         Una mostra che ha come soggetto privilegiato il mare non potrebbe trovare accoglienza più adeguata in una città come Napoli, che ha ad eponima e fondatrice una sirena e che sul mare si adagia sensualmente compiacendosene insieme alle sue isole. L’accostamento e l’associazione di emozioni che ne derivano, mi inducono pertanto a dedicare a Linda dei versi che tempo fa pubblicai sul mare di Capri con l’intento di esprimere con la parola ciò che le sue tele esprimono con il colore:  Sfavillare di innumerevoli brillanti in superficie/e nel profondo:/verdosità di giade/splendori di smeraldi e acquemarine/opalescenze azzurrine di agate/scintillio di zaffiri e topazi , blu/meraviglia di turchesi e lapislazzuli./Profusione di gemme in uno specchio trasparente.

Napoli. Italia, 2009

 

Carlo Palermo

"Mare Nostrum" di Linda Morales – Marzo 2009

Linda Morales sembra privilegiare nei suoi dipinti, il mare con le sue misteriose profondità dove, però, alla luce che ancora filtra (non così negli abissi), si intravedono paesaggi non ben decifrabili e turbolenze ma, anche rosse infiorescenze che, più di tutte, sembrano esercitare sull'osservatore una maggiore attrazione, una sorta di "invito" ad avvicinarsi ad esse, il più possibile, anche a costo di immergersi nell'ignoto.

Al motto di conoscere per elevarsi, lInda Morales oppone o aggiunge il dantesco discendere per conoscere e poi risalire.

Il mare nell'immaginario collettivo è da sempre ritenuto custode di tesori e misteri da svelare e, pare, che la Morales voglia proporlo come metafora di se stessa e della complessità dell'essere femminile.

Il messaggio è ovviamente rivolto a chi volesse svelarne le sfaccettature ma, anche, a chi volesse divenire compagno d'avventura nelle sue immersioni.

In tal caso il candidato si disponga ad intraprendere un viaggio anche nella profondità del suo stesso animo per ricercare affinità e requisiti che possano metterlo nella condizione di apprezzare quei segreti e quei tesori palesati nella pittura della Morales.

Probabilmente, solo così quelle rosse infiorescenze potrebbero rivelare la loro vera essenza, quella di eterne generatrici di Vita con la V maiuscola; a dispetto di qualsivoglia turbolenza o mostro, scontatamente presenti nell'esistenza di ciascuno di noi.

Con il limite di chi non è un critico d'arte, cordialmente, Carlo Palermo.

 

Di Ivonne Carbonaro

Silenzio di azzurri profondi intensamente lirici: profonditá di acceani, cobalto di mari tropicali, verbositá, trasparenti di acque limpide, tavolozza di meravigliosi blu, di smaglianti turchesi di delicati celesti. Guizzi di oro e rapidi tocchi variopinti: segni di vita palpitante negli abissi. Il “mare” generatore di vita, di energia, di bellezza assoluta.

 

Orlando Campos

El INFINITO AZUL
La obra pictórica de Linda Morales

El agua es hoy el nacimiento, el edén más buscado, un nuevo dorado convertido en el azul infinito de la pintura de Linda Morales. Ansias e intereses de toda índole están presentes como pretensión. Se posesionan de manera absoluta en las profundidades de sus colores. El impulso y el frenesí creador, unido a la necesidad vital ha hecho que esta artista tome el agua como el elemento vivificador de un hacer sublime.

Esta pretensión justificada, está inscrita en lo que ha sido una aspiración generadora de cuadros. De agua pura nace la vida y de la vida las creaciones de leyenda, de mitos, de naufragios mágicos, de tesoros perdidos en la profundidades. Cada cuadro es una historia que marca cada período de creación, de contemplación y de trabajo arduo. Sus cuadros son dioses que se cristalizaron e hicieron sus moradas en su obra y se arraigaron para siempre como nuevos Neptunos en el reino de los azules de Linda Morales.

El papel estelar del azul en las distintas cosmogonías marinas pictóricas es el eje alrededor del cual se organizan sus composiciones. De allí nacen las sirenas de sus pinceladas que llaman a los marineros-espectadores, público ávido de su canto artístico.

 

Lic. Belkis Candiale Caballero
Presidenta - Directora
MAVET

Artista plástica, nacida en Maracaibo, se inicia en las Artes en los años 70, residenciada en Caracas, con múltiples exposiciones colectivas y doce individuales dentro y fuera del país como Italia y Estados Unidos.
Ha obtenido cuatro premios por sus creaciones.
Linda está ligada al gremio de Artistas Plásticos de Venezuela.
La artista nos presenta en las salas del MAVET, una serie de su producción contemporánea, llenas de colorido, formas y texturas para consideración del público tachirense.
Para el MAVET es un orgullo tener de nuevo una representante del pensamiento elevado a través de la expresión plástica venezolana.

¡Bienvenida!

 

Egleé Manzo

La pintura de Linda Morales nos remite a un mundo de ensueño y de compenetración con el mar, con sus colores y su poesía. Cualquier tema es buena excusa para plasmar un despliegue de turquesas, ultramarinos y celestes que la artista gusta expresar en telas de gran formato, pues menos que eso sería ponerle límites a su creación, siendo su principal inspiración el ilimitado espacio marino. Así pues, Linda navega con sus pinceladas sus telas de colores sin fin, invitándonos a contemplar sus poéticas creaciones que nos comunican su sensible naturaleza.

 

Agustín Rodríguez

Frente a la obra de todo artista según recomendaba LEO SPITZER, la actitud correcta y honesta es la de tratar de “unir las partes al todo” lo cual el consideraba que es el método fundamental del pensamiento moderno.

“… En la obra de Linda Morales es posible captar el todo y leer un mensaje de profundo trasfondo psicológico que ella nos sugiere entre el color y cierta bruma que caracteriza su estilo y que difumina lo real.

Es entonces cuando vamos descubriendo imágenes y objetos donde se respeta lo intrínseco y arquetípico y por tanto su “esencialidad cósmica” que tanto preocupó al gran maestro uruguayo JOAQUÍN TORRES GARCÍA”.

En su pintura LINDA MORALES nos muestra sobre el muro su mensaje cálido del arte humanidad, el arte para todos y recupera para nosotros lo humano real, bajo una forma expresionista, con bases muy subjetivas y por sobretodo muy románticas

 

Armando Arce

Al hablar con LINDA MORALES notaremos que en la medida que salen las palabras de su boca, sus negros ojos destellaban, como si brotaran de ellos las imágenes que vemos en sus cuadros, y es que la misma artista nos lo dice “soy como un libro abierto.

Linda Morales nació en Maracaibo pero se radicó en Caracas, allí inició sus estudios de pintura en la Escuela de Artes Plásticas Cristóbal Rojas donde aprendió las bases de su PINTAR bajo la pupila guía del maestro Ramón Vásquez Brito, y más tarde los maestros José Antonio Aranaz y Pier Desenne , de alguna manera artífices como todo docente, de esta PINTURA DE SUEÑOS, pues al ver leyendo, el conjunto de sus obras actuales, nos introducimos en su interminable laberinto pictórico, donde frotan cual naufragio , retazos de sueños expuestos en un trazo pleno de espontaneidad y colorido, sin ataduras academicistas, ya que como ella misma lo define –la pintura es un acto de libertad- y ha decidido defenderla hasta el final, y pintora desde antes, ha resuelto de una vez y para siempre entregarse de lleno SOLAMENTE A LA PINTURA.

El centro de la obra de esta PINTORA DE SUEÑOS gravita en el uso sin reservas del color donde la figura humana y los rostros oníricos pueblan sus lienzos, dando paso a un sin número de aves, máscaras, llamas de vigorosa luz, ojos escrutadores desde ayer, o la ondulante hermosura de un desnudo femenino captado en pleno vuelo expresado a modo de un recuerdo recientísimo.
“… Pero lo que quizás no esté en la lectura vertical del cuadro de esta inusual expositora, son sus elaboradísimos fondos en los que podemos descifrar el verdadero sentido de ese mundo de sueños, donde el planteamiento figurativo y escenario danzan en una sinfonía de colores a veces manchados al azar, otras, puestos de una manera casi constructivista o con la mano desnuda, pues el color se siente hasta en los poros, a veces la artista reflexiona y apela a la espátula y es así como el lector de ésta, su última exposición, se ve inmerso en su laberinto de sueños, pues esta pintora sin lugar a dudas, es UN CUADRO ABIERTO.

 

Pierre Desenne

Después de Solangel Verglas de Neuerburg, María Urdaneta, Elide Tagliaferro, Teresa de Acuña e Ignarita de Núñez, Linda Morales es sin duda la más joven y entusiasta de mis alumnas.

Es buena venezolana esta pintora, sensible, difícilmente disociable de la luz tropical que ilumina nuestro paisaje y de los colores violentamente agresivos, propios de una vegetación abundante y casi “sobrenatural”.

Hemos visto paisajistas que intentaron interpretar a Venezuela, y lo lograron, menos el secreto que los hace sentir nativos de esta tierra, o bien reputaciones consagradas y confesas de haber engañado al mundo “a la hora de la verdad”, imponiendo un cierto arte tan alejado de lo natural, como Picasso y su amigo Giovanni Papini.

Como primera muestra en Caracas de Linda Morales que supo interpretar lo inefable de la realidad criolla, como son los techos rojos de una hacienda abandonada, las columnas doradas de un patio iluminado por el sol, o los muros decrépitos de una iglesia de campo, o bien un bucare o un araguaney vestido de gala.

Estoy seguro de que el público sabrá hacer honor a la joven artista que tanto espera de esta primera manifestación, de su bien merecida labor artística.